Nei dintorni dell’agriturismo Vallescaia si trovano le frazioni di Cecina, Vada, Rosignano e Castiglioncello. Piccole cittadine costiere dove potrete trovare i maggiori servizi, divertimenti ed impianti sportivi.

Spostandosi in auto e percorrendo brevi distanze è possibile visitare caratteristici borghi collinari, assaporare i prodotti gastronomici della tradizione locale, scoprire i luoghi di produzione di rinomati vini, fare un’immersione nella storia oppure trascorrere una giornata spensierata in uno dei parchi divertimento qui presenti.

Bolgheri: 22 km

In circa 15 minuti d’auto dall’agriturismo è possibile raggiungere la cappella di S.Guido, da qui nasce il caratteristico viale che porta a Bolgheri, reso famoso dai suoi cipressi che lo costeggiano su ambo i lati, narrato nelle poesie del poeta locale Giosuè Carducci.

Per trascorrere una giornata intera a contatto con la natura più selvaggia, vi consigliamo di proseguire verso l’Oasi di Bolgheri. Un’area che comprende un ampio arenile e un cordone continuo di dune di antica e recente formazione, con altezze che variano dagli 8 fino ai 16 metri. Dietro alle dune si estendono le zone paludose di acqua dolce e i terreni bonificati confinanti con i prati dedicati al pascolo e con l’estesa macchia mediterranea.

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Acqua Village, Cecina: 6 km

In questo parco di divertimento sono gli scivoli ed i giochi d’acqua a farla da padrone. Situato lungo il viale che collega la cittadina di Cecina alla frazione balneare di Cecina Mare.

Per saperne di più: www.acquavillage.it

Cavallino Matto, Marina di Castagneto: 24 km

In direzione Sud percorrendo la Via Aurelia, oltrepassato il bivio per il viale di Bolgheri, arriviamo a Marina di Castagneto dove sorge il Cavallino Matto, il parco giochi immerso nella pineta mediterranea. Presenti attrazioni sia per bambini che per adulti.

Per saperne di più: www.cavallinomatto.it

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Pisa: 56 km

Famosa in tutto il mondo per la sua torre pendente, che si innalza nella Piazza dei Miracoli che annovera fra l’altro altre due opere importanti come il Duomo e il Battistero.

La città di Pisa che ad oggi conta una popolazione poco inferiore alle 90.000 unità, pare sia stata fondata dai greci. E’ stata un tempo un’importantissima base navale, tanto da essere una delle quattro Repubbliche Marinare.

Il centro della città è costituito dall’area che va da Borgo Stretto, caratteristico per i suoi portici medievali a Corso Italia. Le due aree sono attraversate dal passaggio del fiume Arno e connesse tramite Ponte di Mezzo.

E’ proprio su questo ponte che ogni anno, a fine giugno si svolge il Gioco del Ponte, una sfida fra le magistrature che compongono le due parti della città: Tramontana e Mezzogiorno.

Suggestiva, la Luminaria di S.Ranieri, che si tiene ogni anno sempre nel mese di giugno, il giorno 16, in occasione del patrono cittadino. Migliaia di lumicini vengono posti sui lungarni e sugli edifici adiacenti creando un effetto davvero particolare.

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Volterra: 42 km

Volterra è uno di quei piccoli centri della Toscana dove è possibile andare alla ricerca di gioielli ad ogni angolo. Come la maggior parte dei piccoli borghi toscani, infatti, Volterra conserva numerose perle all’interno di un abitato di ridotte dimensioni: visitabile tranquillamente in una giornata.

La città dell’alabastro è comodamente raggiungibile in circa 45 minuti di auto partendo qui da Vallescaia.

Lotte e passaggio del comando della città per mani di numerosi conquistatori segnano la storia di Volterrra.

Tutto ebbe inizio con gli Etruschi che qui nel IV secolo A.C. si insediarono dando vita alla città di Velathri, incorporando tutti gli insediamenti che si erano creati sul colle fin dall’età del Neolitico, e costruendo una lunga cinta muraria. Un secolo dopo invece furono i romani ad invaderla e a sottometterla al proprio impero fino all’arrivo delle invasioni barbariche.

Susseguirono i domini dei goti, poi dei bizantini e in seguito dei longobardi. Nel Medioevo Volterra riuscì a diventare libero comune, prima di cadere nelle mani dei Medici di Firenze. Con la caduta della signoria medicea vi fu un progressivo periodo di decadenza che si protrasse fino all’Ottocento.

Opere di riqualificazione del territorio urbano, modifica dei collegamenti stradali e costruzione di numerosi edifici furono effettuate durante il periodo dell’Unità d’Italia.

Oggi qualche industria contribuisce all’economia di Volterra, ma i turisti restano comunque la sua fonte di reddito più preziosa.

I luoghi da visitare a Volterra conservano tutti il passaggio delle varie popolazioni che si sono insediate nel corso dei secoli, e le tracce dei loro insediamenti sono tutt’oggi perfettamente visibili. I resti etruschi come quelli romani fanno da contraltare agli stupendi palazzi dell’era rinascimentale, rendendo questo comune un piccolo capolavoro tra i gioielli di cui può vantare la regione.

Inoltre, come nella miglior tradizione strategico-militare dell’antichità, Volterra è situata sopra ad un colle ad oltre 500 metri d’altitudine: un tempo luogo servito come punto strategico di avvistamento dei nemici, oggi da qui è possibile godere della vista di magnifici panorami della campagna toscana.

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San Gimignano: 70 km

In passato simbolo di potere e prestigio delle ricche famiglie borghesi alle quali sono appartenute, rendono oggi San Gimignano uno dei borghi più suggestivi e caratteristici della Toscana.

Situato sui colli della Val d’Elsa, deve la sua fama principalmente alle sue innumerevoli torri gentilizie. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, che ha mantenuto intatta la sua struttura di borgo fortificato il cui impianto urbanistico e architettonico racchiude ancora ai giorni nostri un tesoro fatto di un mix di storia, arte e cultura sottoposto a vincolo monumentale e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

La storia della cittadina è molto antica: le prime notizie risalgono addirittura al III-II secolo A.C. La sua fondazione si direbbe di origini Etrusche, come diverse altre storiche cittadine toscane e il suo nome è un omaggio al Vescovo di Modena che, nel X secolo, liberò la città dall’invasione dei Goti.

In questo periodo, San Gimignano era un piccolo villaggio dedito all’agricoltura, grazie alla sua posizione strategica sul tratto della Via Francigena che univa Lucca a Siena e sotto l’autorità del Vescovo.
Libero comune fin dal 1199, fu diviso, come molte città italiane, dal conflitto tra guelfi e ghibellini. I conflitti interni non ne limitarono tuttavia l’espansione, cosicché furono inglobati nell’abitato alcuni castelli del circondario. Nel 1229, le conseguenze del conflitto tra Siena e Firenze, sancirono l’annessione di San Gimignano a quest’ultima.

Iniziò così un duro e lungo periodo di decadenza, causato dagli scontri e le guerriglie interne alla regione, dalle carestie e soprattutto dalla peste che flagellò il borgo nel 1348. La ripresa fu lenta e soltanto qualche secolo più tardi si assistette ad una netta ripresa dell’economia, tale da consentire, nel 1772, la nomina da parte dei Granduchi di Lorena a Sede del Vicariato.

Le varie torri che si innalzano nel centro del borgo, che le hanno dato anche il soprannome di “New York del Medioevo” sono un’autentica testimonianza del suo passato splendore. Intorno al XIII secolo risultavano presenti ben 72 torri. Ad oggi purtroppo ne sono rimaste intatte solamente 13, ma questo nulla toglie alla loro suggestiva imponenza che dona una marcata impronta medievale a San Gimignano.

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Lucca: 82 km

La città di Lucca è uno dei fiori all’occhiello della Toscana. Un punto di arrivo o di passaggio che non può essere tralasciato per la sua bellezza artistica e la sua suggestiva atmosfera. Dopo aver visitato la città, molti visitatori sopratutto stranieri rimangono affascinati tanto da sceglierla come loro seconda residenza.
Visitare Lucca vuol dire immergersi tra le strette strade di uno degli antichi centri storici meglio conservati, passeggiare tre le rinomate Mura che delimitano il centro storico, gustare i piatti tipici locali nelle osterie e prendere parte alle iniziative artistico-culturali organizzate. Chiunque visiti Lucca rimane positivamente sorpreso dalla possibilità di vivere in tranquillità i diversi aspetti del centro storico e dei suoi dintorni.

La visita della città può iniziare con una passeggiata sulle Mura, edificate nel periodo cinquecentesco e trasformate in parco urbano sin dall’Ottocento. Le Mura costituiscono il vero e proprio simbolo della città riconosciuto per la sua particolarità a livello mondiale. Conservate integre fino ad oggi, sono considerate una risorsa attiva per i cittadini che lungo il perimetro dei 4 km, vivono il proprio tempo libero all’ombra di alberi secolari.

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San Galgano: 90 km

A trenta chilometri dalla città di Siena, nel comune di Chiusdino si trovano i resti dell’abbazia di San Galgano e la Cappella di Montesiepi.
Al centro vi è infissa la spada, che secondo le cronache storiche l’eremita Galgano Guidotti avrebbe conficcato nella roccia in segno di rinuncia alla vita mondana il giorno di Natale del 1180.
Galgano Guidotti nacque a Chiusdino, fu un cavaliere e dopo una giovinezza disordinata decise di ritirarsi a vita eremitica per darsi alla penitenza.
Raggiunse Montesiepi, dove, in un edificio rotondo incontrò i dodici apostoli. Qui ebbe la visione del Creatore: fu quello il momento della sua conversione.
Il cavallo per ben due volte si rifiutò di proseguire e la seconda volta, solo dopo un’intensa preghiera rivolta al Signore, il cavallo da solo e con le briglie sciolte lo condusse a Montesiepi, nello stesso posto dove la visione gli aveva fatto incontrare i dodici apostoli. Qui Galgano, non riuscendo a trovare legname per costruire una croce, ne fece una infiggendo la propria spada nella roccia, trasformò il proprio mantello in saio e lo indossò. La spada così trasformata in croce verso la quale pregare invece che utilizzarla come arma.
Udì anche una voce che veniva dal cielo che lo invitava a fermarsi in quel posto fino alla fine dei suoi giorni: così che iniziò la sua vita da eremita, cibandosi di erbe selvatiche e dormendo sul terreno. Lottò e sconfisse con la sua fermezza il demonio che lo tentava.

La spada, corrosa dagli anni e dalla ruggine è oggi protetta da una teca di plexiglas.

Presso l’abbazia sono state girate scene per diversi film tra cui Il riposo del guerriero (1962), Il paziente inglese (1996).

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